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Mentre scende la pioggia
Scende la pioggia lenta su una città. Prove tecniche d’inverno colgono di sorpresa novelli studenti che s’aggirano dubbiosi tra edifici ciechi e sordi alle loro domande. Quanti ne ho visti in questi giorni, di giovani virgulti della nazione, la futura classe dirigente, cercare di districarsi dalla melassa della burocrazia, che ha il compito di complicare quel che sembra facile. Tra sedi distaccate, poi riattaccate, telefoni muti e siti bloccati. Indicazioni contraddittorie, inani sfaticati. E l’elenco potrebbe anche continuare a lungo.
Ma accade che stia anche terminando, qui, questa parte di vita. Una laurea, la seconda, la più inaspettata.
Quando andando al lavoro percorrevo la circonvallazione, con la precisa e netta senzazione che da qualche parte nella mia personale macchina mentale dovesse esserci una quintia marcia che non trovavo e non stavo sfruttando, la seconda laurea non era neanche nel campo delle ipotesi.
La prima c’era. Chiedeva cittadinanza come quei tedeschi dell’est che attraversato il muro sapevano di essere giunti nel paese dell’oro. Come Dorothy, con le mie scarpette rosse ho iniziato un cammino, misurando sempre i passi. Le gambe a volte stanche. Non sono mancati sgambetti, falli da dietro ed entrate irregolari. L’arbitro ogni tanto si girava dall’altra parte e faceva finta di non guardare. I falli più duri sono stati quelli arrivati da chi non avresti mai detto.
E la prima è andata.
La seconda, arrivata mentre facevo altro. Mentre tra i vari lavori mi ritagliavo tempo per vivere studiare, immaginare.
E sta finendo anche questo.
Giovedì, succederà.
Ed un nuovo percorso riluce già con le sue promesse.
Intanto, vuoi il caso o forse no, la pioggia ha smesso di cadere.
E ci sono nuovi luoghi da conoscere.
Nuovo questionario su Facebook
Le mie profonde scuse vanno a coloro i quali, solerti e gentili, hanno già compilato il questionario che ho lanciato oggi pomeriggio ( vista la sua fine ingloriosa, mi azzardo a supporre che se gli avessi attaccato dietro un paracadute, sarebbe stato meglio)
Perdono, mi cospargo il capo di cenere.
E dopo la lavata (di capo) arieccovi il questionario. Stavolta dovrebbe essere la versione definitiva
domando umilmente perdono per l’errore precedente….









