Io, in mezzo a casini e cose varie

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Come ha fatto Barak Obama a diventare il primo presidente Internet della storia?

con 4 commenti

Di ritorno da Roma, dove sono stato a seguire il convegno che da il titolo al post.

Sorvolando sulle delizie delle Ferrovie dello Stato, che sempre più sono capaci di stupirmi.

Sala delle Colonne in via Poli 19, con un sacco di persone.

Ma proprio tante, che la sala era piena, ed infatti, chi si era registrato ( e quindi accreditato, e quindi, a rigor di logica, beneficiario di un posto a sedere), si diceva insomma, che alcune persone sono rimaste tagliate fuori dalla sala, ivi compresa troupe del TG4 che non è riuscita ad entrare per intervistare uno dei promotori dell’evento, l’on. Antonio Palmieri.  

Che la sinistra becera e vetero marxista abbia in massa cooptato i suoi adepti per impedire ad una testata libera ed indipendente di rendere conto in maniera equa ed imparziale ai suoi ascoltatori di quanto stesse accadendo?

Scusate, sono stanco ve l’ho detto.

Allora, invece, entro nella sala delle Colonne, dopo essere passato per un metal detector tipo aeroporto, e mi trovo con questi gabbiotti per le traduzioni sospesi a mezz’aria. D’effetto.

Ma ancor più d’effetto era il parterre di ospiti/relatori/persone informate dei fatti che mi sono trovato di fronte: 

On.le Antonio Palmieri, Responsabile Nazionale Comunicazione Elettorale e Internet Forza Italia/PDL  ( e che ci tiene un sacco a farsi nuovi amici su Facebook, quindi, linkatelo please)
● On.le Paolo Gentiloni, Responsabile Nazionale Area Comunicazione PD ( che ha postato pure prima di me, chapeau)
● Prof. Enrico Menduni, Formazione e Progetti Speciali ISIMM, Università degli Studi Roma Tre
David Orban, esploratore digitale, membro fondatore dell’Open Government Working Group ( qui c’è il link al suo intervento )
● Prof. Antonio Sofi, Spindoc, Prof. di Giornalismo e nuovi Media, Università di Firenze ( che sfoggiava quella che aveva tutta l’aria di essere l’ormai mitologica spilletta) 
● Edoardo Colombo, blogger, www.ilgiulivo.com

Moderatore, e si è dovuto dare da fare chè la platea era scoppiettante, ma il tavolo non era da meno, Marco Montemagno.

Non ho potuto fare a meno di notare come l’attenzione per il tema sia in realtà stata sviata da le millantate e non specificate proposte di regolamentazione di Internet del signore che è stato messo a capo del governo.

Peccato che molto sia stato detto sul poco che si sapeva. Per fortuna, David Orban, siccome non le manda a dire, ha spiegato chiaro e tondo il suo pensiero ai signori intervenuti: Chi ha le capacità per fare faccia, chi non conosce taccia

( lo so, è una libera interpretazione, ma il senso è rispettato, e mi è piaciuta la rima, spero che il sig. Orban non me ne voglia) 

Il mio prof preferito invece ha posto l’attenzione sulla capacità del soggetto menzionato nel titolo del convegno ( chè lui è accademico e quindi sa che almeno i titoli devono essere rispettati) nell’accezione in cui nell’ultimo mese quest’uomo, peraltro abbronzato, sia diventato un prisma. E come sia stato capace di risvegliare quelle cellule dormienti di elettori che aspettavano, con mezzi nuovi, su strade vecchie, di essere risvegliati.

Dalle molte e comode letture ( di comodo) di molte parti che mi sembra cerchino di elevarsi dal suolo solo stando a guardare Icaro. 

Vengo, e come diceva la vela al vento, e mi spiego.

Obama in Italia non può esistere. Per il nostro stesso sistema elettorale, decisionale, meritocratico(?!), come il prof, Menduni ha giustamente detto, e come un internvento del pubblico ( di cui colpevolmente non ho segnato il nome indicava) .

Però, qui c’è la diretta di tutto l’incontro, ad opera di Eleonora, le dita più veloci che io abbia mai visto su una tastiera.

Da operetta la disquisizione degli attori politici in sala, non solo quello al di la del tavolo, ma anche parecchi al di qua, su come  e perchè il signore che sarà president of the United States of America abbia usato, compreso e  adattato I mezzi a sua disposizione. 

Su una cosa concordo su Gentiloni ( beh, che faccia è? alla fin fine sono di sinitra. certo non QUESTA sinistra. Sono pure mancino. Il signore non gioca a dadi)(chiudo le citazioni) : 1) problema generazionale: upload, e social network per chi è sopra i  50 sono ancora entità aliene, ed i politici non sanno da che parte sta la rete. L’On. Palmieri, ha fatto un sondaggio alla Camera per sapere chi avesse una “presenza su internet”. Tralasciamo il discrimine sito/blog/facebook/mispace e consoci. L’on. dice che il 36,6 % ha un sito o una presenza. Non è dato sapere se sia sito statico, blog. ne quanto spesso venga aggiornato. Ed il 21,1 % ha Facebook. 

Ma, se la politica è il luogo dell’amministrazione della Res pubblica, e questa rete di reti permette di essere a fianco del cittadino, che è il tuo datore di lavoro: che razza di cifre ignominose sono queste?

 

Ho confusamente inteso che se Reagan avesse avuto Internet, che non c’è tempo per i politici, addirittura che non ci sono i mezzi.

Restano i dati.

Siamo scesi al 42% come uso di internet. 

E i politici ( l’On. Palmieri) ( perchè l’On Gentiloni è andato via ad un certo punto) continuano a ripetere che non si possono mettere completamente in gioco perchè i “giornalisti” aspettano per prenderli in trappola.

Posso dire una cosa? Si posso. Volevo dire che se uno fa il suo lavoro, con attenzione, passione e rispetto, può andare di fronte al mondo intero. E se sbaglia, ammetterlo. Il Palazzo, come lo chiamava PPP, ormai è di cristallo. 

Posso dire una cosa vecchia? I mercati sono conversazioni.

Noi ( la famiglia del 2.0) stiamo parlando con un vecchio rincoglionito che sbava quando parla e che non ti ascolta, continua a cantare le sue canzoni e ti parla di quando ha conosciuto la nonna.

L’immagine appena fornita è sussidiaria alla comprensione della classe politica che no sta recependo ( perchè strutturalmente incapace di farlo, configurata com’è ora) quanto il vento sia cambiato.

Nessun intento denigratorio, of course. Solo, un’immagine vale più di mille parole.

Scritto da alessio de laurentiis

5 dicembre 2008 alle 11:42 AM

RomeCamp2008

con 2 commenti

Oddio. Adesso vado in overflow. Tante informazioni, spunti, idee e cose nuove nuove, belle lucide, da guardare attentamente, prima di accingermi a smontarle pezzo pezzo per vedere come sono fatte dentro.

Che poi, esperienza iniziata, a dire la verità la sera prima.

Ho ripreso le misure alla città con una bella camminata/chiacchierata con Serena, che mi ha fatto da guida (seeee) attraverso Trastevere. 

Siamo finiti a bere birra in un localino niente male, con una barista niente male, con due chitarristi niente male. E ho fatto cantare “Tanti Auguri a Te” ( a Serena) da una cantante strepitosa. ( Sere, mi devi un favore, ti sto rendendo famosa.)

Poi, visto che la notte è giovane per noi, siamo finalmente riusciti a pescare Biagio a Campo de Fiori, che stava portando Lavello in trasferta a quanto ho capito.

Mattina di venerdì, in pieno assetto 2.0 mi dirigo con fare misticheggiante verso la metro che avrebbe dovuto portarmi alla facoltà di Economia, luogo dell’evento. Dico misticheggiante perchè l’ipod in funzione random continuava a propormi Sympathy for the Devil. Avendo il sottoscritto dormito x ore ( dove x è un numero finito, ma comunque sotto il 5 ), il misticheggiante andava da se.

Arrivo alla fermata metro indicata sul sito, e scopro che “aabbello, è dellà Economia”.

Tant’è, ero capitato a Lettere. Vacci a capire qualcosa.

Eccomi alla registrazione, badge e maglietta dell’evento, e incontro Ikaro, che mi dice che per me, di wireless non se ne parla proprio. Tipo che ero un uomo sfortunato, e la mia connessione mi faceva le pernacchie mentre registravo il form.

Amen.

Sessione plenaria dove mi sono fatto all’incirca un’idea di quanto sarebbe avvenuto, con spiegazioni, indicazioni ecc. ecc.

Poi, si tira il fiato e ci si rilassa.

Vado a vedermi gli interventi in programma, e incastro tutti gli orari con una facilità ad usare i numeri che se mi vedeva la mia professoressa di matematica, ci rimaneva secca.

Tante cose interessanti.

Il programma completo di quanto è avvenuto è qua. E questa è la tv che seguiva tutto l’evento live

Quello che mi ha dato invece da riflettere e mi ha affascinato sono le idee che nascono davvero dal basso, e crescono, emergono grazie alla massa critica che riesce a mobilitarsi.

Non è una lista esaustiva ( e ci credo, sto a scrivere un post, mica un articolo) ( m’è rimasto attaccato un pò di romanesco) ( se il mio prof si rende conto che ho già classificato e il post come non-articolo m’ammazza. allora diciamo che questo post non è un articolo, ma non è detto che un articolo non sia un post. cioè volevo dire. vabbè, chiudo la parentesi e amen, n’altra volta)

Però, dicevo: Federico Bo, 

Che mi ha affascinato e mi ha fatto pensare a parecchie cose mentre presentava la sua “Ipotesi per un corso di laurea in scienze del web”

Per me che sono, mio malgrado, ammorbato da anni di insegnamenti sociologici, che si sono intrufolati in un corso di laurea che dovrebbe essere molto più pragmatico e pratico, il connubio tra dire e fare, ed i saperi necessari dosati con un’attenzione tale da prevedere anche un percoros di studio suddiviso per anni, beh. Una boccata d’ossigeno.

Poi, ecco. Ho colpevolmente perso questa presentazione, di  Augusto Pirovanoma ho potuto rivedermela, ancora via streaming qui ( nella Stanza 3)

 

E Alfredo Bregni, con il suo intervento ” A ciascuno la sua fibra ottica” ( a proposito di creazioni di massa critica, e proposte che vengono dal basso.)

Ecco come lo presenta: 

Il mio intervento è nella sezione Società:

a) messaggio tecnico-economico. “A ciascuno la sua fibra ottica”: ultimo miglio non più degli operatori, ma degli utenti; vantaggi di concorrenza reale, “evaporazione” dei (finti) problemi regolatori, costo sostenibile /meno …”maneggi”
b) 
messaggio socio-culturale: andiamo avanti per “dogmi”/tabù/abitudini/incapacità di pensare diversamente/incapacità di pensare tout court (e fin qui dimostro, o almeno do esempi); poi spicco volo pindarico dicendo: se nessuno ascolta nessuno, non è un problema solo di ascolto, ma di pensiero (e potere); non si pensa quando si è chiusi verso gli altri, ci si limita a ribadire i propri interessi; ne viene fuori tutt’altro tipo di società.

Anche qui

Nsomma, a Roma dalla second alla first life andata e ritorno.

A si, le millemila foto del RomeCamp su Flickr

Cioè. Qua mi sono divertito un sacco.

Va bene. Basta. Troppe cose intelligenti tutte insieme. Vado a finire il dolce

RomeCamp2008

con un commento

Beh, io vado qui:

 

 

Questi sono loro su Facebook

E qui ci sono tutte le informazioni utili.

Eppoi, è da un sacco che non torno a Roma.

 

L’ultima volta, c’era Marisa…

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sigh.

Ciao Marisa, ovunque tu sia

 

ps

Chi viene a Roma con me?

Scritto da alessio de laurentiis

19 novembre 2008 alle 5:22 PM

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