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Perchè la mia mamma non usa internet per trovare le ricette

Si vede che avevo voglia?
Beh, la risposta è al tempo stesso facile e difficile.
Non usa internet, la mia mamma, perchè non sa come si fa.
No, in realtà non è vero. Non le interessa.
Ma non le interessa perchè io colpevolmente non le ho mai dato la spinta ad interessarsene.
Senza uscirmene con citazioni troppo lunghe, “il caso aiuta la mente preparata”, Pasteur.
Quindi se io agissi da agente del caso ( agente del caos lo sono già, un’occhiata alla mia camera basterebbe a confermarlo), chiedendo a mamma una ricetta particolare, magari dopo aver fatto cadere nel discorso pillole che la rendano edotta della gran mole di ricette inesplorate ed inesperite che stanno sugli scaffali della rete, lei, userebbe internet.
Perchè la mia mamma è intelligente. E, il digital divide esiste solo nella mente di chi crede che esista. Cioè, quello di secondo livello. Il digital divide di primo livello è insormontabile ( ma sormontato ampiamente a casa mia, complici le mie evoluzioni tecnologiche, le rimanenze di bit e chip che mi lascio dietro aumentano la dotazione hardware di casa De Laurentiis)
Leggevo qui dei molti e possibili approcci per lo sviluppo di una cultura di massa, di un utilizzo attivo e consapevole degli strumenti a disposizione della mente preparata.
Manca una cosa. La necessità. Leggevo di cavalli e moto e contrasti tecnologici ( su Codice Internet) . Tutto vero. Ma manca un ragionamento che sta alla base di questi contrasti. Lo scontro, generazionale, anche se ha poco senso parlare di generazioni adesso, tra i nativi ed i non nativi. Tra le persone per le quali il fax è una tecnologia ( e mi tocca anche spiegargli perchè io non ho un fax) e le persone che, per lavoro sono costrette ad usare il computer, ma se gli mando il file in .doc si mettono le mani nei capelli, loro che conoscono il .txt .

Questa vale per i due esempi citati
I primi non hanno mai avuto necessità di farsi un upgrade tecnologico. E si perdono praticamente quello che Newton definiva ( vabbè, oggi è giorno di citazioni) il vasto mare:” Io non so come mi giudica il mondo; a me sembra di essere come un bambino che gioca sulla spiaggia del mare e si rallegra quando trova un ciottolo piu liscio degli altri o una conchiglia piu bella delle altre mentre il grande oceano della verita sta inesplorato davanti a lui”.
I secondi, probabilmente più pericolosi dei primi, si sono creati una sorta di auto-imbuto
che gli restringe la visuale sul resto. Ci lavorano con il computer, probabilmente anche con internet, ma lo vedono come alieno.
Then? come dice il tizio inglese che abita in me?
Then introdurre nel sistema “agitatori” che influenzino positivamente questo stato di quiete. Se è vero come è vero che tutti i corpi nell’universo tendono ad uno stato di quiete, almeno, prima di arrivare allo zero assoluto sulla scala, scaldiamoci un attimino. ( non correte a fare provviste, è un’eventualità abbastanza lontana nel tempo.
Perchè non copiare quello che riesce bene agli altri? Le aziende cercano i trendsetter, quelli che influenzano gli altri, i creatori d’opinione per spingere gli altri a comprare un prodotto. Visto che funziona, perchè non copiare la strategia per qualcosa di più utile, tipo farsi venire la voglia di sfruttare tutto questo ben di dio che è rintracciabile in rete?
Va beh, basta discorsi seri. Ho voglia di crostata.
Fonti: Codice Internet, Wikipedia, Youtube e ScienzaPerTutti
A me mi piace la Sardegna ( per quanto anche la Calabria)
Dunque,

Pastore sardo in lotta contro le malvagie multinazionali
io me ne stavo anche tornando bel bello dopo essermi fatto valere sui fairways del golf club Parco di Firenze, quando, di punto in bianco mi cade la notizia tra le mani. Tipo che la popolazione sarda tutta è insorta contro le bieche multinazionali che affamano i bambini facendoli lavorare in scantinati alla produzione di codici sorgente per l’idroguida di veicoli spaziali destinati ad un mercato di…no. quella era un’altra storia. Vabbè. Dicevo però che mi sono capitate queste cose davanti agli occhi, e alla fine, ricollegavo, per reconditi e tortuosi anfratti neurologici un discorso che sentivo a metà ieri sera dai miei vicini/coinquilini. Tipo il taglio della spesa pubblica. Che, con le licenze d’uso dei sotware proprietari, di certo non si dimezza, ma almeno è un inizio.
In Sardegna è appena passato un ddl riguardante :”Iniziative per la promozione e lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza in Sardegna”. Che messa così non dice molto, lo ammetto. Però dietro le parole ci stanno i fatti, quelli fattuali. L’Open Source come via alla conoscenza. Vengo e mi spiego, come raccontava la vela al vento.
Dal Corriere della Sera di stamattina ( ossimoro? ), ripreso anche da un criptico personaggio, David N. Welton, che scrive qui, apprendo l’isola ha deciso di passare al Software libero. infatti l’assessore agli Affari generali Massimo Dadea, nella pagina della Regione Sardegna a tale argomento dedicata , spiega come Linux e fratelli vari siano lo : “lo strumento più idoneo per uno sviluppo della società dell’informazione ispirato ai principi di contenimento della spesa pubblica e di tutela della concorrenza”. Poi, l’assessore prosegue dicendo che così la regione si pone all’avanguardia. Mica tanto, davanti alla Sardegna qualcuno ci sta già, ma il suo lavoro quello gli richiede di fare.
Infatti, il titolare del blog Giuly in Gita racconta di come anche altre regioni si siano già mosse, qui.
Update domenicale:
Ho fatto un errore, e sono stato giustamente ripreso. Non esiste il titolare di Giuly in Gita, ha linkato semplicemente al sito del Corriere ed io sono una spia russa in inkognito. Per tutte le altre doverose scuse, leggetevi i commenti. Dasvidania
Non mi torna tanto che il ddl verrà illustrato nei prossimi giorni a Pisa, ma insomma, non tutto è sempre facilmente comprensibile, ed il vostro, mie cari, non si picca di essere una cima.
A già. Intanto sotto casa mia si continua ad occupare.
Dicevamo.
E i blogger sardi e meno contenti tutti della iniziativa legislativa.
Pure quelli calabresi dovrebbero, perchè pare che anche lì le infrastrutture si siano adeguate
Che dire, che dire. A già, che è sta roba Open Source, Software Libero e altro. Spiegazioni per mamma, che magari ( ma credo di no) si leggerà il post. Cioè, lei sarebbe pure vagamente consapevole che ho una cosa del genere, ma… Vedremo.
Software Libero, Open Source e Linux
a si. la foto. che poi sono due, prese da KatapeKKia.net e Marotochi.it








