Posts Tagged ‘Facebook’
The Social Network
Decibel
Sia chiaro. Non leggeteci una presa di posizione politica. Solo considerazioni su come scardinare il sistema mediatico, ed annichilire il pubblico. E’ buffo. Avendole studiate ste cose, vedi i fili che reggono l’ordito e intravedi la trama. E non puoi non stupirti che continuino a funzionare.

Prendiamo un caso X, partiamo dal giorno 1 e diciamo che il volume di una conversazione normale è 100.
Piovono statuette. Giorno uno, notte uno e giorno due volume conversazione 180, 190, con gente che rischia di strapparsi le corde vocali.
Giorno tre, volume 170. Complotti, mani armate, mandanti occulti. E leggi. Leggi a limitare tutto, ché l’apologia di reato è una cosa che la fatina dei denti ha lasciato sotto il cuscino notte scorsa. Prima non sapevamo che fosse, e fingevamo che politici non ne facessero uso. Il grande mostro blu che fa diventare i nostri anni piombati peggio delle rosse brigate. Il suddetto mostro blu che spiega come farebbe ad un bambino prepotente che lui fornisce solo i mezzi, quello che ci metti dentro, sono fatti tuoi.
Giorno da quattro a dieci. Volumi intorno ai 140. Tutti a parlare di tutto senza sapere niente.
Oggi, addì 23, tra le pieghe leggo che : “Niente leggi speciali, ma i gestori saranno obbligati ad un codice di autoregolamentazione”. Volume, 55, 60, che stavo per chiedergli di parlare più forte.
Che vuol dire?
Vuol dire che se non ci ricordiamo che è necessario avere la memoria lunga, la curiosità di andare oltre i cinque minuti cinque di un servizio televisivo, si arriva al paradosso del “Ministero della Verità”, dell’impiegato Smith.
Cerchiamo di ricordarcelo. Non si può cavalcare sempre la tigre. Non si può aver sempre ragione. Non si può sempre puntare il dito, contando sul fatto che trascorsi pochi giorni pochi ricorderanno.
IMHO
Nuovo questionario su Facebook
Le mie profonde scuse vanno a coloro i quali, solerti e gentili, hanno già compilato il questionario che ho lanciato oggi pomeriggio ( vista la sua fine ingloriosa, mi azzardo a supporre che se gli avessi attaccato dietro un paracadute, sarebbe stato meglio)
Perdono, mi cospargo il capo di cenere.
E dopo la lavata (di capo) arieccovi il questionario. Stavolta dovrebbe essere la versione definitiva
domando umilmente perdono per l’errore precedente….
Sicurezza portatile per Ciclisti
Va bene.
Probabilmente questo è come dire, qualcosa che mi tocca da vicino.
Marisa lontana, (sigh)

rapita chissà dove e costretta da loschi figuri a star lontano da me, ho dovuto giocoforza moltiplicare il mio utilizzo del mezzo ciclistico.
Che, stanti le condizioni atmosferiche di Firenze, mi sembra di fumarmi un pacchetto di Lucky ogni volta che faccio un giro.
Ma questo sarebbe il meno.
Sono le piste ciclabili che mancano. O meglio, ci sono, ma disconnesse, sincopate, schizoidi.
E dacchè il vostro è anche abitante notturno, qualche soluzione per evitare d’essere la notizia del giorno del giornale di domani, è d’uopo.
Facendomi una sana colazione mi sono imbattuto in quest’idea geniale, che proporrò al Consiglio Comunale di Firenze.
Uno stanziamento di 10mila euro dovrebbe bastare per rendere sicura la città di notte, per tutti i ciclisti nottambuli.
Il solito Cory mi mette a parte di una meraviglia ideata da quei cari ragazzi della Altitude Inc.
Niente di più e niente di meno di una corsia preferenziale per le bici che si muove con te, grazie alla proiezione sul suolo ( via laser ) della tua personale area separata dove pedalare allegramente.

il lavoro di quelli della Altitude Inc.
Na genialata da niente.
Mi sembra che la definizione che qualcuno dava di genio era ” un tizio che arriva, e vede quello che gli altri non vedono, mettendolo in pratica. “
Che faccio, lancio un gruppo su Facebook per chiedere al Comune uno stanziamento per un pò di questi aggeggi?
Come ha fatto Barak Obama a diventare il primo presidente Internet della storia?
Di ritorno da Roma, dove sono stato a seguire il convegno che da il titolo al post.
Sorvolando sulle delizie delle Ferrovie dello Stato, che sempre più sono capaci di stupirmi.
Sala delle Colonne in via Poli 19, con un sacco di persone.
Ma proprio tante, che la sala era piena, ed infatti, chi si era registrato ( e quindi accreditato, e quindi, a rigor di logica, beneficiario di un posto a sedere), si diceva insomma, che alcune persone sono rimaste tagliate fuori dalla sala, ivi compresa troupe del TG4 che non è riuscita ad entrare per intervistare uno dei promotori dell’evento, l’on. Antonio Palmieri.
Che la sinistra becera e vetero marxista abbia in massa cooptato i suoi adepti per impedire ad una testata libera ed indipendente di rendere conto in maniera equa ed imparziale ai suoi ascoltatori di quanto stesse accadendo?
Scusate, sono stanco ve l’ho detto.
Allora, invece, entro nella sala delle Colonne, dopo essere passato per un metal detector tipo aeroporto, e mi trovo con questi gabbiotti per le traduzioni sospesi a mezz’aria. D’effetto.
Ma ancor più d’effetto era il parterre di ospiti/relatori/persone informate dei fatti che mi sono trovato di fronte:
On.le Antonio Palmieri, Responsabile Nazionale Comunicazione Elettorale e Internet Forza Italia/PDL ( e che ci tiene un sacco a farsi nuovi amici su Facebook, quindi, linkatelo please)
● On.le Paolo Gentiloni, Responsabile Nazionale Area Comunicazione PD ( che ha postato pure prima di me, chapeau)
● Prof. Enrico Menduni, Formazione e Progetti Speciali ISIMM, Università degli Studi Roma Tre
● David Orban, esploratore digitale, membro fondatore dell’Open Government Working Group ( qui c’è il link al suo intervento )
● Prof. Antonio Sofi, Spindoc, Prof. di Giornalismo e nuovi Media, Università di Firenze ( che sfoggiava quella che aveva tutta l’aria di essere l’ormai mitologica spilletta)
● Edoardo Colombo, blogger, www.ilgiulivo.com
Moderatore, e si è dovuto dare da fare chè la platea era scoppiettante, ma il tavolo non era da meno, Marco Montemagno.
Non ho potuto fare a meno di notare come l’attenzione per il tema sia in realtà stata sviata da le millantate e non specificate proposte di regolamentazione di Internet del signore che è stato messo a capo del governo.
Peccato che molto sia stato detto sul poco che si sapeva. Per fortuna, David Orban, siccome non le manda a dire, ha spiegato chiaro e tondo il suo pensiero ai signori intervenuti: Chi ha le capacità per fare faccia, chi non conosce taccia
( lo so, è una libera interpretazione, ma il senso è rispettato, e mi è piaciuta la rima, spero che il sig. Orban non me ne voglia)
Il mio prof preferito invece ha posto l’attenzione sulla capacità del soggetto menzionato nel titolo del convegno ( chè lui è accademico e quindi sa che almeno i titoli devono essere rispettati) nell’accezione in cui nell’ultimo mese quest’uomo, peraltro abbronzato, sia diventato un prisma. E come sia stato capace di risvegliare quelle cellule dormienti di elettori che aspettavano, con mezzi nuovi, su strade vecchie, di essere risvegliati.
Dalle molte e comode letture ( di comodo) di molte parti che mi sembra cerchino di elevarsi dal suolo solo stando a guardare Icaro.
Vengo, e come diceva la vela al vento, e mi spiego.
Obama in Italia non può esistere. Per il nostro stesso sistema elettorale, decisionale, meritocratico(?!), come il prof, Menduni ha giustamente detto, e come un internvento del pubblico ( di cui colpevolmente non ho segnato il nome indicava) .
Però, qui c’è la diretta di tutto l’incontro, ad opera di Eleonora, le dita più veloci che io abbia mai visto su una tastiera.
Da operetta la disquisizione degli attori politici in sala, non solo quello al di la del tavolo, ma anche parecchi al di qua, su come e perchè il signore che sarà president of the United States of America abbia usato, compreso e adattato I mezzi a sua disposizione.
Su una cosa concordo su Gentiloni ( beh, che faccia è? alla fin fine sono di sinitra. certo non QUESTA sinistra. Sono pure mancino. Il signore non gioca a dadi)(chiudo le citazioni) : 1) problema generazionale: upload, e social network per chi è sopra i 50 sono ancora entità aliene, ed i politici non sanno da che parte sta la rete. L’On. Palmieri, ha fatto un sondaggio alla Camera per sapere chi avesse una “presenza su internet”. Tralasciamo il discrimine sito/blog/facebook/mispace e consoci. L’on. dice che il 36,6 % ha un sito o una presenza. Non è dato sapere se sia sito statico, blog. ne quanto spesso venga aggiornato. Ed il 21,1 % ha Facebook.
Ma, se la politica è il luogo dell’amministrazione della Res pubblica, e questa rete di reti permette di essere a fianco del cittadino, che è il tuo datore di lavoro: che razza di cifre ignominose sono queste?
Ho confusamente inteso che se Reagan avesse avuto Internet, che non c’è tempo per i politici, addirittura che non ci sono i mezzi.
Restano i dati.
Siamo scesi al 42% come uso di internet.
E i politici ( l’On. Palmieri) ( perchè l’On Gentiloni è andato via ad un certo punto) continuano a ripetere che non si possono mettere completamente in gioco perchè i “giornalisti” aspettano per prenderli in trappola.
Posso dire una cosa? Si posso. Volevo dire che se uno fa il suo lavoro, con attenzione, passione e rispetto, può andare di fronte al mondo intero. E se sbaglia, ammetterlo. Il Palazzo, come lo chiamava PPP, ormai è di cristallo.
Posso dire una cosa vecchia? I mercati sono conversazioni.
Noi ( la famiglia del 2.0) stiamo parlando con un vecchio rincoglionito che sbava quando parla e che non ti ascolta, continua a cantare le sue canzoni e ti parla di quando ha conosciuto la nonna.
L’immagine appena fornita è sussidiaria alla comprensione della classe politica che no sta recependo ( perchè strutturalmente incapace di farlo, configurata com’è ora) quanto il vento sia cambiato.
Nessun intento denigratorio, of course. Solo, un’immagine vale più di mille parole.
La piazza del villaggio globale
C’era una volta, e forse c’è ancora, la piazza del paese.
Passavano tutti di la, e siccome, la gente mormora, tutti sapevano tutto di tutti.
Poi, internet.
Che è vero che si possono scoprire molte cose di me, ma se io non voglio, ed ho quel minimo di conoscenza che mi serve, posso decidere cosa far apparire e cosa no, a chi mostrarmi e a chi no.
Questa era per essere in disaccordo con Floris, che sul settimanale femminile de “Il Corriere della Sera” paventa un mondo nel quale il mio datore di lavoro conoscerà a fondo la mia vita sentimentale leggendosela su Facebook. O che la mia ragazza farà le pulci alle mie storie passate. ( tanto la ragazza non ce l’ho) ( ma se ce l’avessi, non dovrei bastarle io a renderla edotto su chi sono? piuttosto che un paio di bit che navigano alla deriva nella rete?)
Forse si e forse no, se io vorrò. Di certo, le sue riflessioni mi sembrano abbastanza leggere, poco avvertite e leggermente capziose.
Ma non volevo parlare del centralinista di raitre.
Volevo invece, farvi leggere la signora qui, ( della quale sono venuto a conoscenza tramite Wittgenstein) che mette i fatti suoi in piazza, cercando conforto, ma anche no a giudicare dai commenti che ha suscitato il suo post sul forum, dal presunto, virtuale, effimero tradimento del marito, via iphone…
Pora donna, che cercava comprensione e ha trovato pieno di troll.
Servizio Sociale
C’è un questionario che potrebbe essere interessante.
C’è di mezzo niente meno che Nova.
No, non la stella.
Il Sole Ventiquattrore, e Luca De Biase, e Antonio Larizza
Criptico, eh?









