29 Luglio 2009

Wordle: la mia tesi in preparazione

Le parole della mia tesi, ancora in preparazione

26 Luglio 2009

Nota politica

Una sera di un pò più di un anno fa, ho avuto una grande fortuna.

Ho potuto cenare con una persona intelligente. Avevamo, ed abbiamo tutt’ora delle idee politiche, meglio sarebbe dire delle visioni della realtà e della cosa politica nella sua accezione più piena, che ad un primo rapido sguardo d’orizzonte avrebbero potuto sembrare differenti.

Questa persona mi ha trovato nel momento, nella fase, nel periodo in cui stavo interiorizzando un’altra, ennesima sconfitta, politica ed organizzativa, della parte a cui mi sento più vicino, per ideali e filosofia di ragionamento.

Ero nella fase in cui stavo teorizzando, abbozzando una possibile risposta che quella parte di popolazione, non impegnata, ero convinto potesse fornire alla causa.

Un apporto di nuove idee e processi, un’astrazione da deteriori apparati, per il raggiungimento di uno scopo. Costruire partendo realmente da una base condivisa. Impiegando le intelligenze lasciate dormienti o allontanatesi dalla politica che in quel momento del paese non stavano seguendo attivamente l’evolversi della res pubblica in un mercimonio con la res privata.

Idealizzavo quindi l’apporto che idee nuove avrebbero fornito in seno ad un’istituzione creata senza preconcetti. In un pragmatico confluire di potenzialità, sottoposte ciclicamente ed inesorabilmente al vaglio della stessa autorità che le aveva demandate a tale, per me, alto compito.

Questa persona, dicevo, verrebbe comunemente indicata come facente parte di uno schieramento politico avverso al mio. Indico comunemente in chiave semplificante, perchè in realtà i punti di contatto erano molti.

Mi fece un discorso che capii in parte, quella sera. Ma che ha continuato a generare i suoi frutti anche molto dopo che la notte di Firenze cambiò nel mattino dei cornetti del Querci.

Lui ci disse che non bisognava agire all’esterno del sistema apparato, non bisognava porsi come forza antagonista a quelle già presenti sullo scacchiere politico.

Entrare nel meccanismo, e cambiarlo dall’interno.

Era questa la ricetta che proponeva. Come granelli di sabbia entrare nell’apparato ormai sordo e obsoleto deputato a decidere della cosa pubblica, e sfruttando le nostre capacità, salire fino al gradino più alto, per detenere il potere.  E cambiare le cose.

A questa sua logica al tempo io opponevo la mia convinzione che una volta avviluppato nelle maglie di un partito, qualunque esso fosse, avrei, avremmo dovuto rispondere a pratiche, gerarchie, e doveri che in sostanza ci avrebbero privato del nostro iniziale slancio.

La sensazione di potere, che grande o piccola che sia che addolcisce e rende miti. Partire incendiari e fieri ed arrivare tutti pompieri.

Per questo, qualsiasi fosse il partito, questo modo di raggiungere il potere mi sembrava destinato a fallire. E parlo davvero di qualsiasi partito, qualsiasi apparato politico. Utilizzare semplicemente, darwinianamente la struttura preesistente per una evoluzione interna ad una qualsiasi delle realtà politiche mi sembrava al di sopra di ogni possibilità.

Incapaci come sono di generare nuove idee e spingere verso il cambiamento, gli attori che oggi si agitano sulla scena, non possono fare a meno di sentire i lamenti della base. Ma tra sentire, ed ascoltare c’è una sottile, insidiosa differenza.

La prima è una capacità propria di tutti gli esseri che la natura ha dotato di capacità uditive, la seconda è una facoltà dell’intelletto superiore, che implica l’attivazione, la predisposizione alla ricezione di messaggi. Ulteriore passaggio è la loro comprensione, elaborazione e messa in opera.

Non posso non registrare come lo stato attuale delle cosa abbia da dar ragione alle parole di questo signore che mi offrì una bellissima cena.

Ma altresì non posso non registrare che non sembra esserci all’orizzonte nessuna scalata di giovani verso le stanze dei bottoni.

Bloccati sul primo gradino da clientelismi, resi lance spuntate da organismi interni di partito, correnti, situazioni di comodo, poco importa. Il fatto rimane.

Rimane, anzi, sembra peggiorare, la percezione dell’attività politica.

Il riferimento è certo al premier, colpevole di mendacia, ma anche all’altra parte che lo sta attaccando, con mezzi leciti o meno.

Perchè l’altra parte, patologicamente incapace di una risposta lontana da autocommiserazioni, compromessi e pressapochismi, non sta mettendo in campo reali soluzioni. Ma anzi, con armi che si possono considerare improprie sta tentando di minare l’autorevolezza del premier, e per estensione, dei partiti che a lui riferiscono. Il secondo (o terzo a seconda degli istituti di sondaggio) giornale per tiratura in Italia sta da tempo perseguendo una marcatura a uomo sul personaggio pubblico e privato del premier. E’ nel suo pieno diritto farlo. I giornali appartengono ai loro proprietari, e per questo è la direzione a scegliere la linea politica.

Sbaglia chi pensa che i giornali riferiscano la verità. Neanche l’Ansa può farlo. Perchè anche nel modo di dare una notizia, la più neutra possibile, l’intervento umano, la propria personale storia e le inclinazioni deformano in un prisma quello che si vorrebbe un vetro trasparente.

I giornali stanno facendo il loro mestiere. Rispondono a diversi padroni, e per questo escono con diverse pagine. Un santo in una testata, è un manigoldo in un’altra.

Non posso però non vedere che, mentre questo dovrebbe essere puramente un corollario di una più ampia strategia politica, sta diventando essa stessa la strategia.

Come se, per capirci, fossero state le mucche che trainavano i carri dei pionieri durante la corsa all’Ovest americano a decidere la strada.

Mi chiedo quando potremo ricominciare a guidare i carri. Lontani dalla strada ferrata dei dogmi e delle posizioni aprioristiche, ma aperti ad esplorare nuovi sentieri. Per un giovamento generale di tutta la carovana, e non solo di una parte di essa. Mi chiedo quando riusciremo a far guidare i giovani. Che vedono più lontano, ed hanno l’ardore della loro età.

23 Maggio 2009

Qualcosa sta cambiando

E non si tratta solo della testata.

Per immagini e luoghi. Per volti e colori, le cose si stanno modificando

26 Aprile 2009

Her first time

Right here

 

ps

due doverose righe di spiegazione.

Il silenzio stampa viene interrotto qui ed ora, per la straordinaria eccezionalità dell’evento.

La prima diretta.

Cap .

1 Marzo 2009

Amore dopo amore

Amore dopo amore – Derek Walcott

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

 

 

 

19 Febbraio 2009

Pagliacci

Mi sono buttato sulla cultura. Stasera, prima, una mezz’ora fa, sono stato al Teatro Comunale di Firenze, a vedere Pagliacci, l’opera Lirica di Ruggero Leoncavallo. La prima volta fu rappresentata nel 1892.

M’è piaciuta.

Va bene, articolo il concetto.

Alzatosi il sipario l’effetto è stato un pò come quei flipper anni 60, 70. Molto rumore, molti colori, molti movimenti. Colore sopra ogni cosa. 

La regia è firmata Zeffirelli ( articolo tratto da Il Firenze, un articolo di Maurizio Busia).

Gli attori sono: 

Nedda: Amarilli Nizza, Maria José Siri 
Canio: Salvatore Licitra, Francesco Anile 
Tonio: Seng-Hyoun Ko, Silvio Zanon 
Peppe: Mark Milhofer, Cristiano Olivieri 
Silvio: Luca Salsi


Un fatto di cronaca è al centro della complessa vicenda amorosa, e il finale si tinge di tragedia. Questo ne ha fatto da subito un manifesto del Verismo italiano.  Si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, quando il compositore era bambino. Il padre fu il magistrato che istruì il processo e condannò l’uxoricida.

E’ un’opera che si vuole educativa. Prima che si alzi il palcoscenico infatti, Tonio, in costume da Taddeo, si presenta come Prologo. Spiega la poetica dell’opera, ed in definitiva opera come la voce del compositore, dando, connotando l’opera. 

E’ una storia d’amore e morte. Amore malato, di Tonio per Nedda, che invece ama Silvio. Canio, il marito alla fine, proprio durante la reppresentazione ucciderà lei ed il suo amante. ( Per i pignoli e i precisini, qui wikipedia spiega tutta la trama). 

Zeffirelli piazza la storia all’incirca negli anni 60, 70. Un paesino, con i suoi personaggi tipici. Molto, molto corale. Con scene di massa, movimenti sul palco. Colori. Tanti.

E poi la musica.

Prima dell’opera, ( siccome è corta), l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino ha suonato Puccini e Mascagni: la Tregenda dalle Villi, l’Intermezzo dalla Cavalleria rusticana, il Sogno di Ratcliff da Guglielmo Ratcliff, l’Intermezzo da Manon Lescaut e l’Intermezzo dall’Amico Fritz.

Io sono arrivato quando stavano accordando gli strumenti.

Poi le luci del soffitto si sono abbassate, e si è fatto buio in sala. Con solamente i leggii illuminati, il maestro è entrato. E la musica, semplicemente, ha iniziato a fluire. 

Come un vino caldo bevuto con calma, si è presa tutti i miei pensieri, e li ha portati via.

Guardavo gli orchestrali. E ne restavo incantato.

Poi il sipario si è alzato, e Prologo ha iniziato il suo intervento.

Fino alla fine, tragica, sono rimasto letteralmente avvinto. Anche quando la cariatide due file dietro di me si è messa a scartare la caramella più rumorosa del mondo.

Uscendo, per ultimo, ho visto una scena memorabile.

Un ragazzino, di forse 12 anni, in frac. E non per scherzare. Lo portava con tutto il sussiego, ed anche la naturalezza di un adulto abituato a vestirsi in questa maniera. Il ragazzino stava facendo la foto alla madre, in uno stupendo abito da sera.

Quadretto familiare.

 

Notte gente, alla prossima.

Vi lascio con Pavarotti.

10 Febbraio 2009

I Fumetti!

Certe volte capita che a lezione, va bene, quelle a cui vado ogni tanto, certe volte dicevo, capita che io stia sveglio.

A recepire. A fare la spugna.

Nelle lezioni ordinarie, quelle classiche, di solito vengo imbevuto di nozioni interessanti, ma all’incirca orientate. Non accade quasi mai che da quelle lezioni giungano a me propositi o stimoli inaspettati. Più che altro si segue il programma.

Ogni tanto invece mi capitano le lezioni con il prof che ha il merito di avermi seguito nel percorso di redazione della mia tesi ( e devo ancora chiedergli se mi dà retta per la seconda, ma questa è un’altra storia come dicono al giornale).

E durante uno di questi incontri scivolano perle che non ti puoi perdere.

Perchè più si che no ti aprono dei mondi il più delle volte, a cui tu non avresti fatto caso.

Ora. I fumetti. In un corso sui nuovi media. Ai più pare un’azzardo.

Invece. Invece il prof mi ha fatto scoprire un pò di signori che da qualche tempo a questa parte sono diventati parte della mia personale rassegna stampa quotidiana.

Quando, grazie ai buoni uffici di google reader me ne sto a bermi il caffè mattutino a controllare che il mondo sia ancora come l’ho lasciato la sera prima.

Uno dei più divertenti, è Rx

E poi Makkox, che è stato il detonatore da cui è partita la voglia di leggere Canemucca. Che è poi anima del progetto che vado testè ad illustrarvi.

Cerca che ti cerca, ho trovato che il suddetto prof, fa parte di un progetto che si chiama Coreingrapho.

A leggere la descrizione dei compiti del prof lui è :  specie di editore farlocco che fa il bastian contrario per contratto e indole. Innamorato del fumetto da sempre (ma non sa disegnare nemmeno una linea storta) e del web da pure. Editor di Webgol.it (suo blog principale) e Spindoc.it.

Cioè, io lo so che questa assomiglia a una marchetta, ma volete veramente che con tutto quello che ha da fare stia dietro ai miei trackback?  Eppoi la tesi devo ancora chiedergliela sul serio, l’ultima volta l’ho buttata là.  Eppoi, l’esame con lui l’ho già fatto, malpensanti.

A proposito, per i meno perspicaci, il mio prof è questo:

Il mio prof  ( interpretazione artistica )

Il mio prof ( interpretazione artistica )

 

 

Che se ci cliccate sopra, all’immagine dico, andate dritti dritti a, tipo una sua spiegazione sulla cosa.

 

A me mi piace st’università ogni tanto.

1 Febbraio 2009

Illusioni ottiche

Della serie, separati alla nascita:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se questo non è mashup 2.0 non so che altro possa essere.

 

E oggi si va sul campo….   ;)

31 Gennaio 2009

Google Bloccato.

40 minuti.

Tanto il tempo che il motore di ricerca ha impiegato a rendersi conto del suo errore.

Ma il motore di ricerca non ha fatto nessun errore.

L’uomo ha sbagliato.

C’è scritto almeno tre volte nel post che spiega cos’è successo. 

Marissa Mayer, VP, Search Products & User Experience ha dato una spiegazione tenica di quanto accaduto. 

Il succo è che : Unfortunately (and here’s the human error), the URL of ‘/’ was mistakenly checked in as a value to the file and ‘/’ expands to all URLs.

A questo punto il team è zompato per aria, ed ha iniziato a lavorare: Since we push these updates in a staggered and rolling fashion, the errors began appearing between 6:27 a.m. and 6:40 a.m. and began disappearing between 7:10 and 7:25 a.m.

Ma te lo immagini smanettare su una tastiera con la consapevolezza che dietro alla tua spalla stanno a guardare miliardi di persone che aspettano di capire?

E riesci a  immaginarti quanti con la bava alla bocca lo stanno già mettendo alla gogna, il motore più usato al mondo?

28 Gennaio 2009

Scorte Armate

Periodo visivo, lo so. Me ne rendo conto. Ma lontano da ellittiche e nebulose perifrasi, scevro da verbosi periodi, leggero me ne vado per il mondo, scoprendo, scovando, indovinando.

L’ultima in ordine di tempo la riporto qui sotto:

Applauso a scena aperta all’ottimo Mauro Biani

Perchè in fondo, se una risata vi seppellirà, a me sembra che ci stiamo scavando la fossa da soli in questo nostro amato stivale.

Cripticamente vostro.