Io, in mezzo a casini e cose varie

L'importante è non smettere mai di fare domande

Catalogo generale delle necessarie ed imprescindibili modifiche da apportare per migliorare il mondo in cui stiamo vivendo.

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Capitolo uno

 

Vista la semplicità dell’argomento, non metterò capoversi ne tantomeno elenchi. La soluzione stessa dei problemi non pone controversie di natura, e l’esplicazione lineare delle modifiche necessarie sarà più che sufficiente nel sopperire della mancanza di grafici in power point. Chi ne sentisse il bisogno immediato e stringente, vada a pag 8 e rompa il vetro dove c’è scritto emergenza ppt. Levati di mezzo gli ansiogeni da conferenza, direi di iniziare la trattazione degli argomenti, riprendendo una classica distinzione weberiana del concetto stesso di stato. Per quanto limitante e limitato nel tempo e nello spazio, direi di prenderlo come interessante per la possibilità di essere replicato e scalato su livello inter-trans-frontaliero. Stato è patria territorio e uso della forza. Legittimato quest’ultimo da una carta costituente che può o può non essere esplicita e scritta ma se lo è, meglio così uno va a riguardarsela, e nel farlo si ricorda anche perchè l’ha scritta. Che se non vi ricordate il motivo per cui avete dello qualcosa prima, è ceh forse prima ci credevate e adesso un pò meno. L’inchiostro secco farà reazione con il vostro cervello fino e vi tornerà in mente il perchè di tali scelte. Prima di divagare; l’uso della forza autorizzato. Si rischia fin da subito il paradosso. Non veniamo qui a sorgere dalle  acque e come novelli veneri a formare un nuovo paese. Dobbiamo andare ad inerirci in un complesso di circostanze che si sono stratificate nel tempo, portando con loro la comodità dei privilegi acquisiti e l’inerzia della mollezza abitudinaria. Ergo, necessita di un colpo di mano al potere. Ma senza farlo fare ai vice del tutto. I vice sono essi stessi espressione della stratificazione. Anzi ne sono il distillato più puro. Il vice briga vive e muore in attesa di levarsi quel prefisso davanti. Non vi è alcuna possibilità dal punto di vista dei vice. I subalterni potrebbero già essere una soluzione più idonea, ma il subalterno, è parte del tutto, parte scheggiata, ma pur sempre parte. Rischiamo di tagliare la testa all’idra, ed essere costretti a metterne al suo posto altre quattro, che collettivamente, consociativisticamente conoscano tanto quanto la prima recisa, si spera senza i precedenti errori. Quindi quella del subalterno è una via che non aggre un rapporto qualità tempo impiegato sufficientemente ampio da giustificare il suo utilizzo. Resta poco a cui far riferimento, ma probabilmente le migliori speranze verrebbero dai cultori della materia di prima nomina. Essi, benchè consci a livello teorico di tutte le nozioni e le consuetudini precipue alla mansione, non sono stati ancora contaminati dall’effluvio del potere, che tutto corrode. Ecco perchè sarà necessario tenere d’occhio le ultime leve delle classi diplomantesi in questi ultimissimi anni. La capacità di saper usare il manganello indistintamente, disgiunta ancora, e così deve restare, dalla capacità selettiva ove, far cadere lo stesso strumento di dissuasione. Tutto ciò premesso diviene evidente la trattazione del successivo argomento, e cioè la vera e propria sovversione degli equilibri precostituiti e stratificati. Puntualmente, il lassismo di oggi, la mancanza e la ruberia vengono fatte risalire al governo del colore opposto a quello attualmente in carica, che li ha preceduti ed ha comportato questo stato di cose. Utile per ammansire piazze urlanti con una sola voce, ma difficilmente questa strategia paga quando ogni focolare elettronico ha la rete con la quale scaldarsi e dalla quale spremere informazioni tante quante ne può contenere la memoria del più potente computer. Ergo i gangli vitali della vita politica e pubblica del paese non saranno più i media broadcast per eccellenza che hanno visto tante e tante piccole rivoluzioni affardellarsi intorno ai loro microfoni. Questo perchè la stratificazione porta non solo al riconoscimento della attualità particolare, ma anche e soprattutto all’incredibile dimenticanza di ieri per l’altro ieri. Ecco perchè vanno modificate le scale di potere. Perchè essendo questo un gioco a somma positiva iniziato ancor prima dell’invenzione dei giochi a somma positiva, ha portato con se il filo di un enorme ammasso di favori fatti scambiati ricambiati contraccambiati imposti favoriti cercati non voluti salutati come necessari proditori irridenti e da dimenticare. Soprattutto gli ultimi. Ecco il motivo ultimo dunque per inscriversi ad un nuovo corso. I generali sono da cambiare. Tenere tutti in qualche bella isoletta con i loro giochini e le loro carte topografiche, come in un risiko su scala leggermente più grande, così che possano aver agio nel divertirsi. Se attuata in contemporanea, la modifica potrebbe riguardare tutte le caserme, che nel giro di una notte diventerebbero perfetti centri fitness, con anche un buon servizio mensa e un parcheggio finalmente degno di questo nome, ché uno dei più grandi scempi, è bene che si dica è quello dei parcheggi sempre troppo piccoli nelle palestre

Restate sintonizzati per il capitolo due.

Scritto da alessio de laurentiis

12 novembre 2011 a 1:34 PM

Pubblicato in Senza Categoria

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