Io, in mezzo a casini e cose varie

L'importante è non smettere mai di fare domande

RomeCamp2008

con 2 commenti

Oddio. Adesso vado in overflow. Tante informazioni, spunti, idee e cose nuove nuove, belle lucide, da guardare attentamente, prima di accingermi a smontarle pezzo pezzo per vedere come sono fatte dentro.

Che poi, esperienza iniziata, a dire la verità la sera prima.

Ho ripreso le misure alla città con una bella camminata/chiacchierata con Serena, che mi ha fatto da guida (seeee) attraverso Trastevere. 

Siamo finiti a bere birra in un localino niente male, con una barista niente male, con due chitarristi niente male. E ho fatto cantare “Tanti Auguri a Te” ( a Serena) da una cantante strepitosa. ( Sere, mi devi un favore, ti sto rendendo famosa.)

Poi, visto che la notte è giovane per noi, siamo finalmente riusciti a pescare Biagio a Campo de Fiori, che stava portando Lavello in trasferta a quanto ho capito.

Mattina di venerdì, in pieno assetto 2.0 mi dirigo con fare misticheggiante verso la metro che avrebbe dovuto portarmi alla facoltà di Economia, luogo dell’evento. Dico misticheggiante perchè l’ipod in funzione random continuava a propormi Sympathy for the Devil. Avendo il sottoscritto dormito x ore ( dove x è un numero finito, ma comunque sotto il 5 ), il misticheggiante andava da se.

Arrivo alla fermata metro indicata sul sito, e scopro che “aabbello, è dellà Economia”.

Tant’è, ero capitato a Lettere. Vacci a capire qualcosa.

Eccomi alla registrazione, badge e maglietta dell’evento, e incontro Ikaro, che mi dice che per me, di wireless non se ne parla proprio. Tipo che ero un uomo sfortunato, e la mia connessione mi faceva le pernacchie mentre registravo il form.

Amen.

Sessione plenaria dove mi sono fatto all’incirca un’idea di quanto sarebbe avvenuto, con spiegazioni, indicazioni ecc. ecc.

Poi, si tira il fiato e ci si rilassa.

Vado a vedermi gli interventi in programma, e incastro tutti gli orari con una facilità ad usare i numeri che se mi vedeva la mia professoressa di matematica, ci rimaneva secca.

Tante cose interessanti.

Il programma completo di quanto è avvenuto è qua. E questa è la tv che seguiva tutto l’evento live

Quello che mi ha dato invece da riflettere e mi ha affascinato sono le idee che nascono davvero dal basso, e crescono, emergono grazie alla massa critica che riesce a mobilitarsi.

Non è una lista esaustiva ( e ci credo, sto a scrivere un post, mica un articolo) ( m’è rimasto attaccato un pò di romanesco) ( se il mio prof si rende conto che ho già classificato e il post come non-articolo m’ammazza. allora diciamo che questo post non è un articolo, ma non è detto che un articolo non sia un post. cioè volevo dire. vabbè, chiudo la parentesi e amen, n’altra volta)

Però, dicevo: Federico Bo, 

Che mi ha affascinato e mi ha fatto pensare a parecchie cose mentre presentava la sua “Ipotesi per un corso di laurea in scienze del web”

Per me che sono, mio malgrado, ammorbato da anni di insegnamenti sociologici, che si sono intrufolati in un corso di laurea che dovrebbe essere molto più pragmatico e pratico, il connubio tra dire e fare, ed i saperi necessari dosati con un’attenzione tale da prevedere anche un percoros di studio suddiviso per anni, beh. Una boccata d’ossigeno.

Poi, ecco. Ho colpevolmente perso questa presentazione, di  Augusto Pirovanoma ho potuto rivedermela, ancora via streaming qui ( nella Stanza 3)

 

E Alfredo Bregni, con il suo intervento ” A ciascuno la sua fibra ottica” ( a proposito di creazioni di massa critica, e proposte che vengono dal basso.)

Ecco come lo presenta: 

Il mio intervento è nella sezione Società:

a) messaggio tecnico-economico. “A ciascuno la sua fibra ottica”: ultimo miglio non più degli operatori, ma degli utenti; vantaggi di concorrenza reale, “evaporazione” dei (finti) problemi regolatori, costo sostenibile /meno …”maneggi”
b) 
messaggio socio-culturale: andiamo avanti per “dogmi”/tabù/abitudini/incapacità di pensare diversamente/incapacità di pensare tout court (e fin qui dimostro, o almeno do esempi); poi spicco volo pindarico dicendo: se nessuno ascolta nessuno, non è un problema solo di ascolto, ma di pensiero (e potere); non si pensa quando si è chiusi verso gli altri, ci si limita a ribadire i propri interessi; ne viene fuori tutt’altro tipo di società.

Anche qui

Nsomma, a Roma dalla second alla first life andata e ritorno.

A si, le millemila foto del RomeCamp su Flickr

Cioè. Qua mi sono divertito un sacco.

Va bene. Basta. Troppe cose intelligenti tutte insieme. Vado a finire il dolce

2 Risposte

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  1. Vedi, lo sapevo che appartenevi all’élite digitale…Grazie ancora per i complimenti.

    Federico Bo

    23 novembre 2008 alle 10:39 PM

  2. Ale, che onore!
    Come sempre le occasioni importanti ti vedono presente.

    Serena

    25 gennaio 2009 alle 2:37 PM


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