Archivio per novembre 2008
RomeCamp2008
Oddio. Adesso vado in overflow. Tante informazioni, spunti, idee e cose nuove nuove, belle lucide, da guardare attentamente, prima di accingermi a smontarle pezzo pezzo per vedere come sono fatte dentro.
Che poi, esperienza iniziata, a dire la verità la sera prima.
Ho ripreso le misure alla città con una bella camminata/chiacchierata con Serena, che mi ha fatto da guida (seeee) attraverso Trastevere.
Siamo finiti a bere birra in un localino niente male, con una barista niente male, con due chitarristi niente male. E ho fatto cantare “Tanti Auguri a Te” ( a Serena) da una cantante strepitosa. ( Sere, mi devi un favore, ti sto rendendo famosa.)
Poi, visto che la notte è giovane per noi, siamo finalmente riusciti a pescare Biagio a Campo de Fiori, che stava portando Lavello in trasferta a quanto ho capito.
Mattina di venerdì, in pieno assetto 2.0 mi dirigo con fare misticheggiante verso la metro che avrebbe dovuto portarmi alla facoltà di Economia, luogo dell’evento. Dico misticheggiante perchè l’ipod in funzione random continuava a propormi Sympathy for the Devil. Avendo il sottoscritto dormito x ore ( dove x è un numero finito, ma comunque sotto il 5 ), il misticheggiante andava da se.
Arrivo alla fermata metro indicata sul sito, e scopro che “aabbello, è dellà Economia”.
Tant’è, ero capitato a Lettere. Vacci a capire qualcosa.
Eccomi alla registrazione, badge e maglietta dell’evento, e incontro Ikaro, che mi dice che per me, di wireless non se ne parla proprio. Tipo che ero un uomo sfortunato, e la mia connessione mi faceva le pernacchie mentre registravo il form.
Amen.
Sessione plenaria dove mi sono fatto all’incirca un’idea di quanto sarebbe avvenuto, con spiegazioni, indicazioni ecc. ecc.
Poi, si tira il fiato e ci si rilassa.
Vado a vedermi gli interventi in programma, e incastro tutti gli orari con una facilità ad usare i numeri che se mi vedeva la mia professoressa di matematica, ci rimaneva secca.
Tante cose interessanti.
Il programma completo di quanto è avvenuto è qua. E questa è la tv che seguiva tutto l’evento live
Quello che mi ha dato invece da riflettere e mi ha affascinato sono le idee che nascono davvero dal basso, e crescono, emergono grazie alla massa critica che riesce a mobilitarsi.
Non è una lista esaustiva ( e ci credo, sto a scrivere un post, mica un articolo) ( m’è rimasto attaccato un pò di romanesco) ( se il mio prof si rende conto che ho già classificato e il post come non-articolo m’ammazza. allora diciamo che questo post non è un articolo, ma non è detto che un articolo non sia un post. cioè volevo dire. vabbè, chiudo la parentesi e amen, n’altra volta)
Però, dicevo: Federico Bo,
Che mi ha affascinato e mi ha fatto pensare a parecchie cose mentre presentava la sua “Ipotesi per un corso di laurea in scienze del web”
Per me che sono, mio malgrado, ammorbato da anni di insegnamenti sociologici, che si sono intrufolati in un corso di laurea che dovrebbe essere molto più pragmatico e pratico, il connubio tra dire e fare, ed i saperi necessari dosati con un’attenzione tale da prevedere anche un percoros di studio suddiviso per anni, beh. Una boccata d’ossigeno.
Poi, ecco. Ho colpevolmente perso questa presentazione, di Augusto Pirovanoma ho potuto rivedermela, ancora via streaming qui ( nella Stanza 3)
E Alfredo Bregni, con il suo intervento ” A ciascuno la sua fibra ottica” ( a proposito di creazioni di massa critica, e proposte che vengono dal basso.)
Ecco come lo presenta:
Il mio intervento è nella sezione Società:
a) messaggio tecnico-economico. “A ciascuno la sua fibra ottica”: ultimo miglio non più degli operatori, ma degli utenti; vantaggi di concorrenza reale, “evaporazione” dei (finti) problemi regolatori, costo sostenibile /meno …”maneggi”
b) messaggio socio-culturale: andiamo avanti per “dogmi”/tabù/abitudini/incapacità di pensare diversamente/incapacità di pensare tout court (e fin qui dimostro, o almeno do esempi); poi spicco volo pindarico dicendo: se nessuno ascolta nessuno, non è un problema solo di ascolto, ma di pensiero (e potere); non si pensa quando si è chiusi verso gli altri, ci si limita a ribadire i propri interessi; ne viene fuori tutt’altro tipo di società.
Anche qui
Nsomma, a Roma dalla second alla first life andata e ritorno.
A si, le millemila foto del RomeCamp su Flickr
Cioè. Qua mi sono divertito un sacco.
Va bene. Basta. Troppe cose intelligenti tutte insieme. Vado a finire il dolce
Lucido su Eluana
Ne ferisce più la penna che la spada, pensavo mentre leggevo questo capolavoro.
Se la penna può essere una rapida ed agile narrazione che rifugge dalla spada, un’imbolsita e trita consuetudine del politichese.
Applauso.
Sipario, si spera.
ps
La mia libertà finisce dove inizia la tua.
Sympathy for the Devil
Non chiedetemi perchè sta canzone vecchia di decenni mi è restata in testa:
Please allow me to introduce myself
I’m a man of wealth and taste
I’ve been around for a long, long years
Stole many a man’s soul and faith
And I was ’round when Jesus Christ
Had his moment of doubt and pain
Made damn sure that Pilate
Washed his hands and sealed his fate
Pleased to meet you
Hope you guess my name
But what’s puzzling you
Is the nature of my game
I stuck around St. Petersburg
When I saw it was a time for a change
Killed the czar and his ministers
Anastasia screamed in vain
I rode a tank
Held a general’s rank
When the blitzkrieg raged
And the bodies stank
Pleased to meet you
Hope you guess my name, oh yeah
Ah, what’s puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah
(woo woo, woo woo)
I watched with glee
While your kings and queens
Fought for ten decades
For the gods they made
(woo woo, woo woo)
I shouted out,
“Who killed the Kennedys?”
When after all
It was you and me
(who who, who who)
Let me please introduce myself
I’m a man of wealth and taste
And I laid traps for troubadours
Who get killed before they reached Bombay
(woo woo, who who)
Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
(who who)
But what’s puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah, get down, baby
(who who, who who)
Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
But what’s confusing you
Is just the nature of my game
(woo woo, who who)
Just as every cop is a criminal
And all the sinners saints
As heads is tails
Just call me Lucifer
‘Cause I’m in need of some restraint
(who who, who who)
So if you meet me
Have some courtesy
Have some sympathy, and some taste
(woo woo)
Use all your well-learned politesse
Or I’ll lay your soul to waste, um yeah
(woo woo, woo woo)
Pleased to meet you
Hope you guessed my name, um yeah
(who who)
But what’s puzzling you
Is the nature of my game, um mean it, get down
(woo woo, woo woo)
Forse per le riflessioni che ne sono state date a posteriori dalla solita Wikipedia
O forse no. Forse mi piace e basta.
RomeCamp2008
Beh, io vado qui:
Questi sono loro su Facebook
E qui ci sono tutte le informazioni utili.
Eppoi, è da un sacco che non torno a Roma.
L’ultima volta, c’era Marisa…
sigh.
Ciao Marisa, ovunque tu sia
ps
Chi viene a Roma con me?
La piazza del villaggio globale
C’era una volta, e forse c’è ancora, la piazza del paese.
Passavano tutti di la, e siccome, la gente mormora, tutti sapevano tutto di tutti.
Poi, internet.
Che è vero che si possono scoprire molte cose di me, ma se io non voglio, ed ho quel minimo di conoscenza che mi serve, posso decidere cosa far apparire e cosa no, a chi mostrarmi e a chi no.
Questa era per essere in disaccordo con Floris, che sul settimanale femminile de “Il Corriere della Sera” paventa un mondo nel quale il mio datore di lavoro conoscerà a fondo la mia vita sentimentale leggendosela su Facebook. O che la mia ragazza farà le pulci alle mie storie passate. ( tanto la ragazza non ce l’ho) ( ma se ce l’avessi, non dovrei bastarle io a renderla edotto su chi sono? piuttosto che un paio di bit che navigano alla deriva nella rete?)
Forse si e forse no, se io vorrò. Di certo, le sue riflessioni mi sembrano abbastanza leggere, poco avvertite e leggermente capziose.
Ma non volevo parlare del centralinista di raitre.
Volevo invece, farvi leggere la signora qui, ( della quale sono venuto a conoscenza tramite Wittgenstein) che mette i fatti suoi in piazza, cercando conforto, ma anche no a giudicare dai commenti che ha suscitato il suo post sul forum, dal presunto, virtuale, effimero tradimento del marito, via iphone…
Pora donna, che cercava comprensione e ha trovato pieno di troll.
Boogie
Si lo so. non c’entra niente.
Però mi piace.
Due note e il ritornello era già nella pelle di quei due
il corpo di lei madava vampate africane, lui sembrava un coccodrillo…
i saxes spingevano a fondo come ciclisti gregari in fuga
e la canzone andava avanti sempre più affondata nell’aria…
quei due continuavano, da lei saliva afrore di coloniali
che giungevano a lui come da una di quelle drogherie di una volta
che tenevano la porta aperta davanti alla primavera…
qualcuno nei paraggi cominciava a starnutire,
il vantilatore ronzava immenso dal soffitto esausto,
i saxes, ipnotizzati… dai movimenti di lei si spandevano
rumori di gomma e di vernice, da lui di cuoio…
le luci saettavano sul volto pechinese della cassiera
che fumava al mentolo, altri sternutivano senza malizia
e la canzone andava elegante, l’orchestra era partita, decollava…
i musicisti, un tutt’uno col soffitto e il pavimento,
solo il batterista nell’ombra guardava con sguardi cattivi…
quei due danzavano bravi, una nuova cassiera sostituiva la prima,
questa qui aveva gli occhi da lupa e masticava caramelle alascane,
quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…
un quinto personaggio esitò
prima di sternutire,
poi si rifugiò nel nulla…
era un mondo adulto,
si sbagliava da professionisti…
Mancini inibiti
A me Boing Boing mi fa morire.
Adesso viene fuori che secondo una ricerca condotta da questi signori i mancini sarebbero più inibiti, e pure ansiosi.
(e lo hanno scritto sul Newscientist.com, non sul pacchetto delle patatine)
Allora, la volete sapere una cosa?
Io scrivevo da destra a sinistra. Si, si, come Leonardo.
Sono stato preso di mira dalla maestra da subito.
Lei era grande e io ero piccolo.
Lei aveva il potere e io no.
Lei poteva urlare e io no.
Come facevo a non diventare ansioso?
Adesso?
Adesso scrivo come tutti, dalla sinistra alla destra. Ma rimango MANCINO!
Mai provato a usare le forbici?
E, meno comune, mai provato a sparare con un fucile? No? Ve lo dico io. I fucili in dotazione all’esercito italiano sono pensati per destri. questo vuol dire che quando il bossolo incndescente viene espulso dal carrello, TI FINISCE REGOLARMENTE NELLA CASACCA! E IL BOSSOLO SCOTTA!
Vabbè, nella vita comune, non si spara tanto spesso da far si che questo diventi un elemento invalidante.
Lo capisco.
Scusate, mi sono inibito
Servizio Sociale
C’è un questionario che potrebbe essere interessante.
C’è di mezzo niente meno che Nova.
No, non la stella.
Il Sole Ventiquattrore, e Luca De Biase, e Antonio Larizza
Criptico, eh?
Perchè la mia mamma non usa internet per trovare le ricette

Si vede che avevo voglia?
Beh, la risposta è al tempo stesso facile e difficile.
Non usa internet, la mia mamma, perchè non sa come si fa.
No, in realtà non è vero. Non le interessa.
Ma non le interessa perchè io colpevolmente non le ho mai dato la spinta ad interessarsene.
Senza uscirmene con citazioni troppo lunghe, “il caso aiuta la mente preparata”, Pasteur.
Quindi se io agissi da agente del caso ( agente del caos lo sono già, un’occhiata alla mia camera basterebbe a confermarlo), chiedendo a mamma una ricetta particolare, magari dopo aver fatto cadere nel discorso pillole che la rendano edotta della gran mole di ricette inesplorate ed inesperite che stanno sugli scaffali della rete, lei, userebbe internet.
Perchè la mia mamma è intelligente. E, il digital divide esiste solo nella mente di chi crede che esista. Cioè, quello di secondo livello. Il digital divide di primo livello è insormontabile ( ma sormontato ampiamente a casa mia, complici le mie evoluzioni tecnologiche, le rimanenze di bit e chip che mi lascio dietro aumentano la dotazione hardware di casa De Laurentiis)
Leggevo qui dei molti e possibili approcci per lo sviluppo di una cultura di massa, di un utilizzo attivo e consapevole degli strumenti a disposizione della mente preparata.
Manca una cosa. La necessità. Leggevo di cavalli e moto e contrasti tecnologici ( su Codice Internet) . Tutto vero. Ma manca un ragionamento che sta alla base di questi contrasti. Lo scontro, generazionale, anche se ha poco senso parlare di generazioni adesso, tra i nativi ed i non nativi. Tra le persone per le quali il fax è una tecnologia ( e mi tocca anche spiegargli perchè io non ho un fax) e le persone che, per lavoro sono costrette ad usare il computer, ma se gli mando il file in .doc si mettono le mani nei capelli, loro che conoscono il .txt .

Questa vale per i due esempi citati
I primi non hanno mai avuto necessità di farsi un upgrade tecnologico. E si perdono praticamente quello che Newton definiva ( vabbè, oggi è giorno di citazioni) il vasto mare:” Io non so come mi giudica il mondo; a me sembra di essere come un bambino che gioca sulla spiaggia del mare e si rallegra quando trova un ciottolo piu liscio degli altri o una conchiglia piu bella delle altre mentre il grande oceano della verita sta inesplorato davanti a lui”.
I secondi, probabilmente più pericolosi dei primi, si sono creati una sorta di auto-imbuto
che gli restringe la visuale sul resto. Ci lavorano con il computer, probabilmente anche con internet, ma lo vedono come alieno.
Then? come dice il tizio inglese che abita in me?
Then introdurre nel sistema “agitatori” che influenzino positivamente questo stato di quiete. Se è vero come è vero che tutti i corpi nell’universo tendono ad uno stato di quiete, almeno, prima di arrivare allo zero assoluto sulla scala, scaldiamoci un attimino. ( non correte a fare provviste, è un’eventualità abbastanza lontana nel tempo.
Perchè non copiare quello che riesce bene agli altri? Le aziende cercano i trendsetter, quelli che influenzano gli altri, i creatori d’opinione per spingere gli altri a comprare un prodotto. Visto che funziona, perchè non copiare la strategia per qualcosa di più utile, tipo farsi venire la voglia di sfruttare tutto questo ben di dio che è rintracciabile in rete?
Va beh, basta discorsi seri. Ho voglia di crostata.
Fonti: Codice Internet, Wikipedia, Youtube e ScienzaPerTutti
Cioè, minaccia o avvertimento?
Qualcuno mi dica che qui ho letto male. mi sono fatto due conti rapidi. Non spererà davvero in altri 48 anni, no?
Oddio voglia di emigrare che sale










