E non si tratta solo della testata.
Per immagini e luoghi. Per volti e colori, le cose si stanno modificando
E non si tratta solo della testata.
Per immagini e luoghi. Per volti e colori, le cose si stanno modificando
Right here
ps
due doverose righe di spiegazione.
Il silenzio stampa viene interrotto qui ed ora, per la straordinaria eccezionalità dell’evento.
La prima diretta.
Cap .
Amore dopo amore – Derek Walcott
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.
Mi sono buttato sulla cultura. Stasera, prima, una mezz’ora fa, sono stato al Teatro Comunale di Firenze, a vedere Pagliacci, l’opera Lirica di Ruggero Leoncavallo. La prima volta fu rappresentata nel 1892.
M’è piaciuta.
Va bene, articolo il concetto.
Alzatosi il sipario l’effetto è stato un pò come quei flipper anni 60, 70. Molto rumore, molti colori, molti movimenti. Colore sopra ogni cosa.
La regia è firmata Zeffirelli ( articolo tratto da Il Firenze, un articolo di Maurizio Busia).
Gli attori sono:
Nedda: Amarilli Nizza, Maria José Siri
Canio: Salvatore Licitra, Francesco Anile
Tonio: Seng-Hyoun Ko, Silvio Zanon
Peppe: Mark Milhofer, Cristiano Olivieri
Silvio: Luca Salsi
Un fatto di cronaca è al centro della complessa vicenda amorosa, e il finale si tinge di tragedia. Questo ne ha fatto da subito un manifesto del Verismo italiano. Si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, quando il compositore era bambino. Il padre fu il magistrato che istruì il processo e condannò l’uxoricida.
E’ un’opera che si vuole educativa. Prima che si alzi il palcoscenico infatti, Tonio, in costume da Taddeo, si presenta come Prologo. Spiega la poetica dell’opera, ed in definitiva opera come la voce del compositore, dando, connotando l’opera.
E’ una storia d’amore e morte. Amore malato, di Tonio per Nedda, che invece ama Silvio. Canio, il marito alla fine, proprio durante la reppresentazione ucciderà lei ed il suo amante. ( Per i pignoli e i precisini, qui wikipedia spiega tutta la trama).
Zeffirelli piazza la storia all’incirca negli anni 60, 70. Un paesino, con i suoi personaggi tipici. Molto, molto corale. Con scene di massa, movimenti sul palco. Colori. Tanti.
E poi la musica.
Prima dell’opera, ( siccome è corta), l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino ha suonato Puccini e Mascagni: la Tregenda dalle Villi, l’Intermezzo dalla Cavalleria rusticana, il Sogno di Ratcliff da Guglielmo Ratcliff, l’Intermezzo da Manon Lescaut e l’Intermezzo dall’Amico Fritz.
Io sono arrivato quando stavano accordando gli strumenti.
Poi le luci del soffitto si sono abbassate, e si è fatto buio in sala. Con solamente i leggii illuminati, il maestro è entrato. E la musica, semplicemente, ha iniziato a fluire.
Come un vino caldo bevuto con calma, si è presa tutti i miei pensieri, e li ha portati via.
Guardavo gli orchestrali. E ne restavo incantato.
Poi il sipario si è alzato, e Prologo ha iniziato il suo intervento.
Fino alla fine, tragica, sono rimasto letteralmente avvinto. Anche quando la cariatide due file dietro di me si è messa a scartare la caramella più rumorosa del mondo.
Uscendo, per ultimo, ho visto una scena memorabile.
Un ragazzino, di forse 12 anni, in frac. E non per scherzare. Lo portava con tutto il sussiego, ed anche la naturalezza di un adulto abituato a vestirsi in questa maniera. Il ragazzino stava facendo la foto alla madre, in uno stupendo abito da sera.
Quadretto familiare.
Notte gente, alla prossima.
Vi lascio con Pavarotti.
Certe volte capita che a lezione, va bene, quelle a cui vado ogni tanto, certe volte dicevo, capita che io stia sveglio.
A recepire. A fare la spugna.
Nelle lezioni ordinarie, quelle classiche, di solito vengo imbevuto di nozioni interessanti, ma all’incirca orientate. Non accade quasi mai che da quelle lezioni giungano a me propositi o stimoli inaspettati. Più che altro si segue il programma.
Ogni tanto invece mi capitano le lezioni con il prof che ha il merito di avermi seguito nel percorso di redazione della mia tesi ( e devo ancora chiedergli se mi dà retta per la seconda, ma questa è un’altra storia come dicono al giornale).
E durante uno di questi incontri scivolano perle che non ti puoi perdere.
Perchè più si che no ti aprono dei mondi il più delle volte, a cui tu non avresti fatto caso.
Ora. I fumetti. In un corso sui nuovi media. Ai più pare un’azzardo.
Invece. Invece il prof mi ha fatto scoprire un pò di signori che da qualche tempo a questa parte sono diventati parte della mia personale rassegna stampa quotidiana.
Quando, grazie ai buoni uffici di google reader me ne sto a bermi il caffè mattutino a controllare che il mondo sia ancora come l’ho lasciato la sera prima.
Uno dei più divertenti, è Rx
E poi Makkox, che è stato il detonatore da cui è partita la voglia di leggere Canemucca. Che è poi anima del progetto che vado testè ad illustrarvi.
Cerca che ti cerca, ho trovato che il suddetto prof, fa parte di un progetto che si chiama Coreingrapho.
A leggere la descrizione dei compiti del prof lui è : specie di editore farlocco che fa il bastian contrario per contratto e indole. Innamorato del fumetto da sempre (ma non sa disegnare nemmeno una linea storta) e del web da pure. Editor di Webgol.it (suo blog principale) e Spindoc.it.
Cioè, io lo so che questa assomiglia a una marchetta, ma volete veramente che con tutto quello che ha da fare stia dietro ai miei trackback? Eppoi la tesi devo ancora chiedergliela sul serio, l’ultima volta l’ho buttata là. Eppoi, l’esame con lui l’ho già fatto, malpensanti.
A proposito, per i meno perspicaci, il mio prof è questo:
Che se ci cliccate sopra, all’immagine dico, andate dritti dritti a, tipo una sua spiegazione sulla cosa.
A me mi piace st’università ogni tanto.
40 minuti.
Tanto il tempo che il motore di ricerca ha impiegato a rendersi conto del suo errore.
Ma il motore di ricerca non ha fatto nessun errore.
L’uomo ha sbagliato.
C’è scritto almeno tre volte nel post che spiega cos’è successo.
Marissa Mayer, VP, Search Products & User Experience ha dato una spiegazione tenica di quanto accaduto.
Il succo è che : Unfortunately (and here’s the human error), the URL of ‘/’ was mistakenly checked in as a value to the file and ‘/’ expands to all URLs.
A questo punto il team è zompato per aria, ed ha iniziato a lavorare: Since we push these updates in a staggered and rolling fashion, the errors began appearing between 6:27 a.m. and 6:40 a.m. and began disappearing between 7:10 and 7:25 a.m.
Ma te lo immagini smanettare su una tastiera con la consapevolezza che dietro alla tua spalla stanno a guardare miliardi di persone che aspettano di capire?
E riesci a immaginarti quanti con la bava alla bocca lo stanno già mettendo alla gogna, il motore più usato al mondo?
Periodo visivo, lo so. Me ne rendo conto. Ma lontano da ellittiche e nebulose perifrasi, scevro da verbosi periodi, leggero me ne vado per il mondo, scoprendo, scovando, indovinando.
L’ultima in ordine di tempo la riporto qui sotto:

Applauso a scena aperta all’ottimo Mauro Biani
Perchè in fondo, se una risata vi seppellirà, a me sembra che ci stiamo scavando la fossa da soli in questo nostro amato stivale.
Cripticamente vostro.
Dice che un’immagine vale più di mille parole…

Sarà che sto studiando storia.
Sarà che l’idea è semplicemente perfetta.
Il personaggio che l’ha creata, Jess Bachman, che fa un sacco di queste belle cose dal 2004.
La persona che l’ha veicolata.
Applausi, e il sipario, stavolta si alza. Per quattro anni almeno
Stavo giusto ponderando se fosse o meno giunto il momento di fare acquisti e comprare un nuovo paio di casse, poi è arrivato quest’uomo, Bob Turek, giunto alla mia attenzione grazie ad i buoni uffici del sig. Mark Frauenfelder

La spiegazione fornita è : “As part of my object remix series, this stereo forces the music source into the center of attention and creates a radically new user interface”
Già, dichiaratamente una new user interface…